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Lascia il tuo carico

Coloro che ripongono la loro fiducia in Dio e coloro che non lo fanno, assomigliano ai due uomini in questa storia.

Una volta due uomini caricarono pesanti fardelli sulla schiena e sulla testa e, comprando i biglietti, si imbarcarono su una grande nave. Appena saliti a bordo, uno di loro lasciò il suo carico sul ponte, e sedendovisi sopra lo custodì.

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L’altro, invece, poiché era stupido e arrogante, non posò il suo carico. Quando gli fu detto: “Lascia quel carico pesante sul ponte e stai comodo”, rispose: “No, non lo metto giù, potrebbe perdersi. Io sono forte, custodirò la mia proprietà portandola sulla testa e sulla schiena”. Gli fu detto di nuovo: “Questa affidabile nave reale che trasporta te e noi è più forte, può proteggerla meglio di te. Potresti avere le vertigini e cadere in mare insieme al tuo carico. Comunque perderai gradualmente la tua forza, e a poco a poco quei carichi diventeranno più pesanti e la tua schiena piegata e la tua testa senza cervello non avranno la forza di sopportarli. E se il capitano ti vede in questo stato, o dirà che sei pazzo e ti espellerà dalla nave, o penserà che sei ingrato, accusando la nostra nave e deridendoci, e ordinerà che tu sia messo in prigione. Inoltre ti stai rendendo ridicolo davanti a tutti. Perché chi è perspicace vede che stai mostrando debolezza con la tua presunzione, impotenza con la tua superbia, e abbattimento e ipocrisia con la tua finzione, e ti sei reso così uno zimbello agli occhi del popolo. Tutti ridono di te”. A quel punto lo sfortunato tornò in sé. Posò il suo carico sul ponte e vi si sedette sopra. Disse all’altro: “Ah, che Dio sia contento di te! Sono stato salvato da quella difficoltà, dalla prigione e dal rendermi ridicolo”.

O uomo che non ripone la sua fiducia in Dio! Ritorna in te come quell’uomo e confida in Lui, affinché tu sia liberato dall’elemosina davanti a tutto l’universo, dal tremore davanti a ogni evento, dall’orgoglio, dal rendersi ridicolo, dalla miseria nell’aldilà e dalla prigione delle pressioni di questo mondo…

 

Questo articolo è basato sulla “23a parola” del Maestro Nursi

 

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